Читать книгу: «Acquazzoni in montagna: Commedia in due atti»
PERSONAGGI
Baldassarre.
Gaspare Garbini.
Il dottore Orazio.
Hermann Steiger, guida.
Carletto, cameriere.
Emilia, moglie di Baldassarre.
Livia, giovine vedova.
Hôtel du Mont-Rose a Gressoney
ATTO PRIMO
Sala comune all'Albergo
SCENA I
Garbini, Carletto poi Baldassarre
GARBINI
È possibile trovare una buona guida?
CARLETTO
All'Hôtel du Mont-Rose a Gressoney sempre: ce ne abbiamo oggi appunto una famosa.
GARBINI
Bravo.
CARLETTO
Uno svizzero patentato… Lo faccio salire?
GARBINI
Fallo salire. (Carletto esce, entra Baldassarre).
BALDASSARRE
Garbini!
GARBINI
Baldassarre! (A parte) Oh mio Dio!
BALDASSARRE
Tu sei qui?
GARBINI
Arrivo.
BALDASSARRE
Chi ne capisce nulla? Ci troviamo a Pegli, prometti a mia moglie di rimanerci un mese…
GARBINI
E poi mi seccavo.
BALDASSARRE
L'Emilia era in collera con te!..
GARBINI (a parte)
Me lo dice lui! (Forte) Sono andato a Baden.
BALDASSARRE
Qualche donnetta…?
GARBINI
Per carità! Le fuggo anzi le donne!
BALDASSARRE
Fai male.
GARBINI
Oh! pigliano fuoco troppo presto. Non si può dir loro una mezza parola che non attecchisca.
BALDASSARRE
È vero.
GARBINI
Figurati che a Pegli… io facevo per ridere…
BALDASSARRE
Volevo dire… e hai trovato…?
GARBINI
Un vulcano.
BALDASSARRE
Chi era?
GARBINI (da sè)
Che diamine gli dicevo adesso! (Forte) E l'Emilia è con te?
BALDASSARRE
Pur troppo! Vado ad avvertirla.
GARBINI
No, lascia.
BALDASSARRE
Ora rimani con noi?
GARBINI
Riparto domattina.
BALDASSARRE
Per dove?
GARBINI
Pel Monte Rosa.
BALDASSARRE
Non ci siamo?
GARBINI
All'albergo. Io vado sul vero.
BALDASSARRE
Sul vero Monte Rosa?
GARBINI
Già.
BALDASSARRE
Sul vero Monte Rosa?
GARBINI
Sì.
BALDASSARRE
Tu? una mezza botte?
GARBINI
La botte è piena di vino buono.
BALDASSARRE
Lo spanderai per istrada. Mia moglie non ti lascierà partire.
GARBINI
Ragione di più… cioè… Sono irremovibile: aspetto la guida.
BALDASSARRE
Ma ci sono i ghiacciai.
GARBINI
Bravo. Io fuggo i vulcani.
BALDASSARRE
Che idea.
GARBINI
Ecco la guida.
SCENA II
Steiger e detti
GARBINI
Voi siete la guida?
(Steiger gli porge un libretto)
GARBINI
Che cos'è?
STEIGER
Il mio libretto. Hermann Steiger guida di Zermatt.
GARBINI (a Baldassarre)
Scusa, veh!
BALDASSARRE
Fai, fai.
GARBINI
Vorrei fare un'ascensione.
STEIGER
Si può fare.
GARBINI
Al Monte Rosa.
STEIGER
Si può fare.
GARBINI
Domani.
STEIGER
Da Zermatt sarebbe più corta.
GARBINI
Ma siccome non ci siamo a Zermatt… quante ore di cammino?
STEIGER
Eh! secondo le gambe. Da Gressoney al Lyskamm dodici ore, otto dal Lyskamm al Riffel, e dodici dal Riffel alla punta.
GARBINI
Vale a dire in tutto?
STEIGER
Trentadue ore. In montagna si fanno in un giorno.
GARBINI
Ah! (a Baldassarre) Trentadue ore di cammino!.. E pericolo?.. (a Steiger).
STEIGER
No. Dipende dalla montagna.
GARBINI
Ah dipende…?
STEIGER
Se la montagna è buona, con molta prudenza, una buona corda, un bel tempo, non patir vertigini, uno stomaco di ferro, dei polmoni d'acciaio, ci si va benissimo.
GARBINI
E se la montagna è cattiva?
STEIGER
Bisogna vederla.
GARBINI
Voi l'avete già fatta l'ascensione al Monte Rosa?
(Steiger gli porge il libretto)
GARBINI
Che cosa è?
STEIGER
Il mio libretto. Hermann Steiger, guida di Zermatt. Era io che accompagnavo sir Braddon quando è caduto.
GARBINI
Caduto?
STEIGER
In un crepaccio.
BALDASSARRE
Garbini… (ride).
GARBINI
E si è fatto molto male?
STEIGER
Male no. Abbiamo parlato, lui dal fondo ed io di su.
GARBINI
Ah! ah!
STEIGER
Ma non c'è stato più verso di cavarlo.
GARBINI
Eh?
(Baldassarre ride)
GARBINI
Ride! E fu nel salire al Monte Rosa che…?
STEIGER
Sì signore. Le farò vedere il luogo preciso.
GARBINI
Ci passeremo?
STEIGER
Sicuro; traverseremo lo stesso crepaccio.
GARBINI
Traverseremo lo stesso crepaccio? – (a Baldassarre) Traverseremo lo stesso crepaccio. – E in che modo lo traverseremo?
STEIGER
Secondo. Se è coperto, a piedi.
GARBINI
Così?
STEIGER
Sulla neve.
GARBINI
E sotto la neve?..
STEIGER
Bella roba!
GARBINI
E se non è coperto?
STEIGER
Se si potrà saltarlo lo salteremo.
BALDASSARRE
Acrobata!
STEIGER
Io per il primo, e poi aiuterò lei colla corda.
BALDASSARRE
Quanto darei per vederti.
GARBINI
E se non si potrà saltarlo?
STEIGER
Lo si gira. O in un modo o in un altro bisogna passarlo.
GARBINI
Meno male. Mi rincrescerebbe rinunziarci. Quanto sono profondi i crepacci?
STEIGER
Cinquanta, cento, duecento metri.
(Baldassarre ride)
GARBINI
Ride! Che ci trovi da ridere?
BALDASSARRE
Nulla, nulla, tira innanzi.
GARBINI
Se credi che mi spaventi quello che racconta!
STEIGER
Il signore non ha paura della montagna.
GARBINI
Non ho paura, lo si vede. Dunque siamo intesi, domattina.
STEIGER
Alle due dopo mezzanotte.
GARBINI
Così presto?
STEIGER
Per arrivare al ghiacciaio prima che il sole ammollisca la neve.
GARBINI
E quanto al prezzo?
(Steiger porge il libretto)
GARBINI
Sì, lo so. Hermann Steiger, guida di Zermatt, e poi…?
STEIGER
Cento lire in oro. Tariffa.
GARBINI
Caro!
STEIGER
Ne va della vita.
GARBINI
Siamo intesi. A domattina.
STEIGER
Sissignore. (S'avvia).
GARBINI
Steiger?.. Sir Braddon, è vero, quell'inglese?..
STEIGER
Sissignore.
GARBINI
E… è morto?
STEIGER
Pare. Di là non è uscito.
GARBINI
Potete andare.
STEIGER
A domani.
GARBINI
A domani. (Steiger esce).
SCENA III
Garbini e Baldassarre
GARBINI
Ecco come sono fatto io; mi piglio di questa sorta di spassi.
BALDASSARRE
Gaspare, se hai sofferto qualche gran dispiacere puoi confidarmelo, siamo amici vecchi e la parentela che ti unisce a mia moglie raddoppia i diritti dell'amicizia. Forse è la provvidenza che mi ha messo sul tuo cammino.
GARBINI
Adesso rido io.
BALDASSARRE
Non farmi il cinico. Uno non si abbandona ad una estremità simile a quella che stai meditando senza una seria ragione.
GARBINI
Quanto all'estremità non ci ho nulla a ridire, ma la ragione c'è.
BALDASSARRE
Sentiamo.
GARBINI
M'annoio.
BALDASSARRE
Sei stanco d'essere al mondo?
GARBINI
No, anzi. – Di tutte le cose che ci compensano della morte, trovo che la vita è la migliore. Sono stanco di prevedere sempre quello che farò.
BALDASSARRE
Non è una ragione per rompersi il collo, la cosa più prevedibile di tutte.
GARBINI
Mi faresti la grazia di trovare delle immagini più sorridenti?
BALDASSARRE
Fai a modo mio. Ci sono passato ancor io per quello stadio, ed ho trovato lo specifico. Segui il mio esempio.
GARBINI
Prender moglie?
BALDASSARRE
No. Meglio il Monte Rosa.
GARBINI
Eppure capisco che finirò lì.
BALDASSARRE
Per carità!
GARBINI
Oh Dio, ci sono delle mogli che non vogliono bene al marito… Sono casi rari.
BALDASSARRE
E ce ne sono di quelle che gliene vogliono troppo!
GARBINI
Più rari ancora.
BALDASSARRE (vanitoso)
Non è vero! Non è vero!
GARBINI
Che aria volpina.
BALDASSARRE
Te lo confido perchè mi sei amico, perchè vai via, e per indicare un rimedio al tuo male. Io tradisco mia moglie.
GARBINI
Anche tu?
BALDASSARRE
La tradisco indegnamente. Faccio male, lo so; ma non ne potevo più. Ero come te, mi seccavo… Quella poveretta non sa farsi valere. È bella, è buona, non m'infastidisce col troppo zelo, non mi tiene legato, ne soffre, capisco che ne soffre, ne soffre in secreto…
GARBINI (a parte)
E gli è che lo crede!
BALDASSARRE
Tutte buone ragioni, ma mi seccavo. Ho cominciato ad ingannarla, e sono l'uomo più felice del mondo. Imita il mio esempio!
GARBINI
Non posso tradire una moglie che non ho.
BALDASSARRE
Ti dico una cosa nera per un marito: tradisci la donna degli altri!
GARBINI
E non temi che alle volte tua moglie…
BALDASSARRE
Che!
GARBINI
Per darti una distrazione…
BALDASSARRE
Che!..
GARBINI (ride fra sè, poi forte)
O se venisse a scoprire?..
BALDASSARRE
Sono due sole le vie che conducono allo scoprimento di questi secreti: le confidenze e le lettere. Ora, io di confidenze non ne faccio a nessuno.
GARBINI
Bravo!
BALDASSARRE
E di lettere… (ne trae una di tasca) Guarda, scritta in rotondo e senza firma.
GARBINI
E come farà a capire…?
BALDASSARRE
Glie la do in persona.
GARBINI
È qui?
BALDASSARRE
Già.
GARBINI
Maritata?
BALDASSARRE
Vedova, ma c'è quasi un marito.
GARBINI
Qui anche lui?
BALDASSARRE
Già, il dottore Orazio.
GARBINI
La signora Livia?
BALDASSARRE
Sst!
GARBINI
Baldassarre!
BALDASSARRE
Gaspare!
GARBINI
Ti restituisco il consiglio. Vieni con me al Monte Rosa; sei matto, è innamorata di Orazio, ti riderà alle spalle, e alla tua età…
BALDASSARRE
Eh! eh! eh!
GARBINI
Ma insomma, a che punto sei?
BALDASSARRE
Certe cose non si dicono.
GARBINI
Tanto inoltrato? E Orazio non dice nulla, geloso com'è?
BALDASSARRE
Non vede nulla.
GARBINI
Non ha mai sospettato dei vostri convegni?
BALDASSARRE
Convegni… convegni proprio non ce n'è stati.
GARBINI
Ah!
BALDASSARRE
Non ce n'è ancora stati.
GARBINI
Corrispondenza…?
BALDASSARRE
Questa è la prima. Non farmi dire.
GARBINI
Dichiarazioni reciproche di…
BALDASSARRE
C'è bisogno della parola?
GARBINI
Occhiate?.. Occhiate?! E hai dei rimorsi? Ma, Baldassarre, ma vieni qui… delle occhiate? Ma ti pare? A' tuoi tempi non so, ma adesso le occhiate le danno per nulla le donne… per nulla.
BALDASSARRE
Vedremo domani.
GARBINI
Domani?
BALDASSARRE
Domani parte. Quel dottore gliene deve aver dette tante!.. Oggi le consegnerò la mia lettera… No, no… non ti darei retta; tu non sai come stanno le cose. Le consegno la lettera…
GARBINI
Nella quale…?
BALDASSARRE
Le chieggo un appuntamento.
GARBINI
Guarda, quasi m'indurresti a rimanere.
BALDASSARRE
Fallo. Occupati di mia moglie che non s'avveda di nulla.
GARBINI
No; lasciami partire, credilo. Non sai che servizio ti rendo coll'andarmene.
BALDASSARRE
Che servizio?
GARBINI
Ti risparmio forse… una scioccheria.
BALDASSARRE
Scettico!
GARBINI
Le signore…!
BALDASSARRE
Qui, dietro di me, che non ti vedano. Voglio far loro una sorpresa.
GARBINI
Giovinotto! (Rimane nascosto dietro Baldassarre).
SCENA IV
Emilia, Livia e detti
BALDASSARRE
Ben tornata.
LIVIA (a Baldassarre)
Sì, sì, l'aggiusteremo.
EMILIA (si getta a sedere)
Ah! sono stanca.
LIVIA (che non vide Garbini)
Non ha veduto il dottore?
GARBINI (piano a Baldassarre)
Ahi!
BALDASSARRE
Nossignora.
EMILIA
Povera signora Livia!
LIVIA
E lei ci lascia andar sole a passeggio?! Non è galante!.. Perchè non è venuto con noi?
BALDASSARRE (piano a Garbini)
C'è sempre mia moglie, mi secca.
LIVIA
Dunque?..
BALDASSARRE
Ecco… le dirò…
LIVIA
Ma che fa laggiù? Perchè non… (Si volta) Oh! Garbini!
EMILIA (scattando in piedi)
Chè!
LIVIA (che se n'avvede)
Ah! ah!
GARBINI
Come sta la signora Livia?
LIVIA
Quando è arrivato?
GARBINI
Or ora. (Ad Emilia) E la mia bella cugina?
BALDASSARRE (ad Emilia)
Glie l'ho detto, sai, che eri in collera con lui.
EMILIA
Allora è inutile ch'io lo ripeta.
GARBINI
Sono perdonato?
EMILIA
Vi faccio la grazia.
GARBINI (da sè)
Com'è indulgente!
LIVIA
E si può conoscere il delitto di Garbini?
BALDASSARRE
Oh! in due parole: mia moglie è infatuata di suo cugino.
EMILIA (piano a Garbini)
Ero sicura che sareste venuto.
GARBINI (da sè)
Ahi!
LIVIA
E di dove viene ora?
GARBINI
Da Baden.
LIVIA
Ah!.. c'è rimasto un po' di tempo?
BALDASSARRE
Le dicevo appunto che mia moglie…
GARBINI
Ci sono rimasto otto ore.
LIVIA
Ha giuocato?
GARBINI
Sì.
LIVIA
Ha guadagnato?
GARBINI
Sì, il primo treno celere che ne ripartiva.
LIVIA
Che furia!
BALDASSARRE
È quello che dicevo io… e mia moglie era in collera…
LIVIA
Mi sbarazzi dello scialle…
BALDASSARRE (con gran premura)
Oh!
GARBINI (piano a Baldassarre)
Non ti lascia dire.
BALDASSARRE (piano a Garbini)
Perchè le parlo di mia moglie.
EMILIA
E come mai siete capitato a Gressoney?
GARBINI
Dirò…
EMILIA
Non vi pensavate di trovarci? (Piano) Dite di no.
GARBINI
No, davvero.
LIVIA
Vedrà che bel soggiorno.
BALDASSARRE
È vero. Io qui divento un altro.
EMILIA
Sì, molto pastorale. C'è tutto quello che non occorre.
BALDASSARRE
L'uomo non vive di solo pane.
LIVIA
È poeta!
GARBINI
Dacchè è diventato un altro.
EMILIA
Già. A mio gusto, bisogna averci delle serie ragioni per rimanere qui un pezzo.
LIVIA
Un luogo è bello secondo le persone che ci si trovano.
EMILIA
Andate fuori, bisogna impellicciarvi fin qui. C'è sole, brucia… e via lo scialle… Svoltate, una brezza che vi gela il sangue. È un sereno incantevole… non passano dieci minuti che diluvia. Uscite coll'ombrello, si leva un vento…
BALDASSARRE
Che porta via le nuvole…
EMILIA
E l'ombrello. L'erba dei prati è un formicaio: sui tronchi rovesciati non ci potete sedere per la colla che gemono; i sassi sono coperti di muschi pungenti; in tutta Italia, di tutte le serpi ce n'è una sola velenosa, la vipera; ebbene, qui non c'è che quella, e ce n'è un subisso. L'acqua che bevete vi rompe i denti dal freddo. Gli uomini all'albergo stanchi, laceri, orribili tutti.
BALDASSARRE
Grazie.
EMILIA
Non dico per te.
GARBINI
Dice per me?
EMILIA
No, ma è un fatto. Domandatene la signora Livia. Questi alpinisti! Arrivano qui calzati in un modo! e vestiti! Fanno tremare la casa! e pon si piantano sul bastone… guardate in terra, c'è tutto bucherato; sono le punte delle loro mazze. Arrivano inzaccherati, luridi, colano acqua e sudore, sanno di pipa, hanno un grosso cappello a piume e fiori secchi, e la faccia poi, la faccia fa ribrezzo! Le labbra grosse, violacee, rotte; gli occhi che non sanno più guardare; il naso gonfio; la pelle, dove rimane, arsa, nera rossa, gialla, screpolata; le mani inerti. Si buttano sul sofà, parlano forte, ridono più forte, fumano più forte, bevono più forte e poi a letto; e il mattino alle due, ton, ton; la casa è di legno… un baccano! Vi svegliate di sussulto… che cos'è? Rovina il tetto?.. Sono quei signori che partono. – C'è da ammalarsi, c'è da ammalarsi!
BALDASSARRE (piano a Garbini)
Come si sente la donna che soffre!
GARBINI
Arrivano sfigurati a quel modo?
LIVIA
Già, il ghiacciaio…
GARBINI
Ah il ghiacciaio riduce…?
BALDASSARRE
Tu che volevi…
EMILIA
Ah! il mio buon mare!
LIVIA
E malgrado ciò mi rincresce partire.
BALDASSARRE
Brava! ecco… il mare! Non ho mai capito che ci sia nel mare.
GARBINI
Dell'acqua!
EMILIA
Signora Livia, con permesso, vado a rifare un po' di toletta.
LIVIA
Faccia.
EMILIA (piano a Garbini)
Avete fatto bene a partire da Pegli.
GARBINI
Ah!
EMILIA (c. s.)
Ci osservavano. Come avete saputo che ero qui?
GARBINI
Ecco, se devo dire…
EMILIA (c. s.)
L'avete letto sul giornale dei viaggiatori?
GARBINI
Brava! appunto.
EMILIA
Persecutore! Con permesso… (Via).
GARBINI (da sè)
Fortuna che domani me ne vado.
SCENA V
Livia, Baldassarre e Garbini
GARBINI
Mi ha detto Baldassarre che è qui anche il dottore Orazio.
LIVIA
Sì, signore.
GARBINI
Non lo si vede.
LIVIA
Oh il dottore! Lei lo conosce… un misantropo… erborizza!
BALDASSARRE (piano a Garbini)
Lasciaci soli.
LIVIA
E lei rimane?
GARBINI
Domattina parto pel Monte Rosa.
LIVIA
Ah! non lo spaventa la descrizione di sua cugina?
GARBINI
Non ci tengo alla mia bellezza.
LIVIA
Che fa là, signor Baldassarre? Qui, segga un momento: vorrebbe già correr dietro a sua moglie?
BALDASSARRE
Oh anzi, le giuro che… (piano a Garbini) Vattene.
LIVIA
Ecco un marito modello!
BALDASSARRE
Oh! signora Livia, che ironia! (da sè) Non se ne va… Se perdo quest'occasione… (forte) Che numero hai?
GARBINI
Che numero ho!?..
BALDASSARRE
Che numero… la camera?
GARBINI
Ah!.. numero sette. Di qui?..
BALDASSARRE
Sì, di là, credo.
GARBINI
Allora…
BALDASSARRE (da sè)
Finalmente!
LIVIA (a Garbini)
Ma ritorna qui dal Monte Rosa?
GARBINI
Nossignora, scenderò in Isvizzera.
LIVIA
Una grande ascensione.
GARBINI
Per cominciare…
BALDASSARRE
Auff!!
LIVIA
E a lei non è venuta l'idea di accompagnarlo?
BALDASSARRE
Io… io… sto tanto bene qui.
LIVIA
Lei… fanatico della montagna.
BALDASSARRE
Dirò… sicuramente… la…
(Garbini si è allontanato)
LIVIA
Ha già trovato la guida?
BALDASSARRE
Io?..
LIVIA
No, Garbini.
GARBINI
Sissignora. (esce).
LIVIA
Non esser uomo!
BALDASSARRE
Sta tanto bene… donna!
LIVIA
Le pare?
BALDASSARRE
Io non esito a dirglielo; gran parte della passione che m'ispira questo paese non è che… glielo assicuro; questi pochi giorni passati qui lascieranno nel mio cuore un ricordo dolcissimo e… Dio nol voglia, delle conseguenze funeste!
LIVIA
Conseguenze funeste?
BALDASSARRE
Pur troppo!
GARBINI (ritornando)
Manca la chiave.
BALDASSARRE (si volta arrabbiato)
Eh?.. va…
LIVIA
Che dice?
GARBINI
C'è chiuso a chiave in camera mia: mi sa dire dove le tengono?
LIVIA
Le tiene tutte Carletto.
BALDASSARRE
Che è dabbasso. (da sè) Seccatore.
LIVIA
Lo chiami di qui e verrà subito.
BALDASSARRE
Sì, è sordo come una campana.
LIVIA
Non è vero.
BALDASSARRE
Oh altro!
LIVIA
Eccolo qui.
BALDASSARRE
Ah meno male!
SCENA VI
Carletto e detti
GARBINI
Vorrei entrare in camera mia.
CARLETTO
Numero sette? Non si può.
BALDASSARRE
Come non si può? Un forestiere non può entrare in camera quando gli piace?
CARLETTO
C'è tutto sossopra; andavo giusto…
GARBINI
Aspetterò, ma presto…
BALDASSARRE
Che servizio! che razza di servizio! Ne scriverò al Bollettino del Club alpino.
CARLETTO
Ma scusi…
BALDASSARRE
Meno chiacchere… che insolenza! (a Garbini) Se vuoi intanto nella mia camera…
CARLETTO
Oh! faccio in un minuto. (esce).
BALDASSARRE (da sè)
Lo fa apposta.
LIVIA
Signor Baldassarre?
BALDASSARRE
Mi comandi.
LIVIA
Mi porga quel ricamo.
BALDASSARRE
Subito.
GARBINI (guardandolo affrettarsi)
Imbecille.
LIVIA
Ed ora continui.
BALDASSARRE
Che?
LIVIA
A dirmi le belle cose di poco fa. Stia a sentire, Garbini.
BALDASSARRE (da sè)
E va bene: a momenti arriva il dottore… (per subita idea) Ah! (chiamando) Carletto! – Scusi, signora Livia… Carletto!.. (a Garbini) Mi fai la grazia, due minuti qui fuori? (c. s.) Carletto!.. ma guarda se viene… e non è sordo?
GARBINI (a Livia)
Lei lo ha fatto impazzire.
LIVIA
Se n'è già avveduto?
GARBINI
Me lo ha confidato lui.
LIVIA
Lo guarirò, stia tranquillo. (entra Carletto).
SCENA VII
Carletto e detti
BALDASSARRE
Finalmente!
CARLETTO
Mi comanda?
BALDASSARRE (a Livia)
Perdoni… (a Carletto piano) Sei buono di fare una cosa per bene?
CARLETTO
Mi proverò.
BALDASSARRE
Il signor Garbini ed io usciremo; appena siamo fuori tu consegni questa lettera alla signora Livia.
CARLETTO
Perchè non glie la dà lei?
BALDASSARRE
È uno scherzo… e le dici bene che sono io che te l'ho data… Il signor Baldassarre… hai capito?
CARLETTO
Sì, signore.
BALDASSARRE (dandogli danaro)
Tieni, appena siamo fuori. (a Garbini) Un momento, ho dimenticato di dirti… (a Livia) Torniamo subito. (via a braccetto con Garbini).
SCENA VIII
Livia e Carletto
LIVIA (da sè)
E Orazio non torna!
(Carletto le porge la lettera)
LIVIA
Che cos'è?
CARLETTO
Me l'ha data il signor Baldassarre che gliela consegni.
LIVIA
Ah! bene. (Carletto via). La sua brava dichiarazione. La leggo, o no? Oh la leggo. (l'apre). Senza intestazione! Mi aspettavo di più. Un «Adorata donna!» o un «Signora!» o almeno un «Livia!» col punto ammirativo, ci stava tanto bene. (legge).
«A pochi passi dall'albergo, di là del ponte, dove il torrentello che scende di Valdobbia precipita in cascata, c'è' un luogo recondito, misterioso, che al raggio della luna diventa quanto di più incantevole sia uscito dalle mani del Creatore…» Ah! un appuntamento!.. «Stassera la luna si leva alle 8, ed alle 8 ½ inargenterà i nebbiosi sprazzi della cascata. Un uomo capace di comprendere la selvaggia poesia della natura non può ispirarvi nessun serio timore.» Oh, no, no! «Se quando saremo tutti radunati in sala, voi direte di volervi ritirare presto, intenderò che avete in animo di farmi il più felice degli uomini!»
Ah! via! signor Baldassarre, per un uomo capace di comprendere la selvaggia poesia della natura è un po' troppo!.. Come corre! Bisogna guarirlo. Poh! domani vado via… Però una lezioncina… (osserva la lettera) Non c'è la firma… (pensa) Ah! sarebbe troppo bella! Quell'altra che faceva le allusioni ad Orazio… che s'è levata così di scatto quando vide Garbini e… no, no, non può riuscire… conoscerà la calligrafia del marito… (guarda la lettera) È scritta in rotondo… Oh! sarebbe peccato non provare. (Chiama) Carletto!.. Se tiene, vale la pena di rimanere un giorno di più per vedere… Ah! mi dài un appuntamento? Ci manderò tua moglie.
SCENA IX
Carletto e detta
LIVIA
Ah! Carletto, hai sbagliato; questa lettera non viene a me.
CARLETTO
Sissignora, le assicuro.
LIVIA
Va, non fa nulla; la porterai alla signora Emilia.
CARLETTO
Alla moglie del signor Baldassarre?
LIVIA
Sì.
CARLETTO
Ma…
LIVIA
Fa quanto ti dico. E non le dirai chi te l'ha data.
CARLETTO
E se domanda?
LIVIA
Risponderai: una persona che non vuole essere nominata. È uno scherzo, capisci?
CARLETTO
Ah! me lo diceva anche il signor Baldassarre che era uno scherzo.
LIVIA
Vedi? Ah! e se il signor Baldassarre ti domanda…
CARLETTO
Ah sì! se domanda…?
LIVIA
Risponderai che l'hai consegnata.
CARLETTO
Che è la verità.
LIVIA
Che è la verità. Va!
CARLETTO
Ci sarà poi da ridere?
LIVIA
Speriamo. Presto… (Carletto via). Partirò posdomani.
SCENA X
Orazio e detta
ORAZIO
Sola? che miracolo!
LIVIA
Ah! vi credevo partito, in parola d'onore!
ORAZIO
No, domani.
LIVIA
Dove siete stato?
ORAZIO
In giro per la montagna. Ho raccolto delle felci rare e bellissime.
LIVIA
Me ne rallegro tanto. E vi siete divertito?
ORAZIO
Lo sapete bene che detesto la compagnia del signor Baldassarre e consorte.
LIVIA
Speravo che la mia bastasse a compensarvene. (a Carletto che rientra) Consegnata?
CARLETTO
Sissignora.
LIVIA
Ha domandato di dove veniva?
CARLETTO
Ho risposto come mi aveva detto lei.
LIVIA
E, è bastato?
CARLETTO
Sissignora. Ha sorriso ed ha detto: capisco.
LIVIA
Va bene. (Carletto via dal fondo).
ORAZIO
(è stato attentissimo, ma non vuol parere)
Domani si parte?
LIVIA
No, posdomani o poi.
ORAZIO
Avete mutato d'avviso?
LIVIA
Ho mutato d'avviso.
ORAZIO
Ed è permesso domandarvene il perchè?
LIVIA
Domandate.
ORAZIO
Dunque?
LIVIA
Per lasciarvi raccogliere delle altre felci.
ORAZIO
È uno scherzo?
LIVIA
No.
ORAZIO
Era tutto deciso… ho preparate le valigie…
LIVIA
Eh, padrone.
ORAZIO
Livia, andiamo, non tormentatemi. Siete un po' in collera con me, perchè non mi son fatto vedere in tutto il giorno e volete vendicarvene, lo capisco; ma, se ve ne chieggo perdono sul serio?
LIVIA
Non c'entra nessuna vendetta. Il tempo è bello…
ORAZIO
Sì, un acquazzone al giorno!
LIVIA
Che dura mezz'ora.
ORAZIO
Davvero volete rimanere?
LIVIA
Sì, un giorno di più, due giorni al maximum; è uno scherzo che vi dirò poi, e riderete. – Già in pensiero?..
ORAZIO
No, ma non capisco.
LIVIA
Capirete.
ORAZIO
Che cos'è quella storia di Carletto?
LIVIA
Che storia?
ORAZIO
Sì, or ora…
LIVIA
Una lettera che gli ho data a portare.
ORAZIO
Una lettera? A chi?
LIVIA
Ah!
ORAZIO
Rispondete.
LIVIA
Mah!
ORAZIO
Livia, ve ne prego.
LIVIA
Con quel tono?
ORAZIO
Ma che cos'è seguìto di nuovo? Che cos'è? Perchè mi dite così? – Dovevate partire, lo sapete che questa vita mi uggisce con quegli sciocchi; mi avete dato il diritto di pretendere…
LIVIA
Pretendere?
ORAZIO
Sì, di pretendere, lo ripeto. Sapete che vi voglio bene… mi avete promesso.
LIVIA
Vi ho promesso che avrei acconsentito a sposarvi se e quando fossi stata bene sicura del perfetto accordo dei nostri caratteri; ho spinto la cortesia fino al segno di permettervi d'accompagnarmi, mai fino a quello di autorizzare un sindacato che mi offende e che non sopporterò mai.
ORAZIO
Il mio congedo?
LIVIA
No; andate là, non sragionate, e sovratutto non insistete. Ora io non cederei di un palmo, e voi, focoso come siete, potreste fare e, quel che è peggio, dirmi delle scioccherie. Vi assicuro che non avete ragione di adombrarvi.
ORAZIO
Ditemi soltanto perchè volete rimanere.
LIVIA
No.
ORAZIO
A chi era diretta quella lettera?
LIVIA
Orazio…
ORAZIO
Lo voglio sapere.
LIVIA
Cercate.
ORAZIO
Ah! lo saprò! Qualche cosa o qualcheduno si è messo ad un tratto attraverso la mia strada, lo scoprirò!
LIVIA
Orazio, farete qualche scempiaggine!
ORAZIO
Ah! scrivete delle lettere… qui all'albergo e non mi volete dire…? Oh! saprò io.
LIVIA
Bel merito! interrogando di soppiatto il cameriere.
ORAZIO
Oh non interrogherò nessun cameriere, non commetto bassezze, io.
LIVIA
Badate che vien gente.
SCENA XI
Baldassarre, Garbini e detti, poi Emilia
ORAZIO (vedendo Garbini)
Garbini qui?
LIVIA
Non lo sapevate?
ORAZIO
Ah lo sapevate voi?
GARBINI
Orazio, ho chiesto di te alla signora Livia.
ORAZIO (secco)
Grazie, quando sei arrivato?
GARBINI
Oggi.
ORAZIO (da sè)
Oh, ma saprò bene vederci chiaro.
BALDASSARRE
Ecco mia moglie. (Emilia entra).
GARBINI
A che ora si desina?
LIVIA
A momenti.
GARBINI
Va bene, perchè stassera mi occorre andare a letto di buon'ora.
BALDASSARRE
Ah sì, la tua ascensione al Monte Rosa.
EMILIA
Al Monte Rosa?
GARBINI
Già, e siccome mi toccherà partire alle due dopo mezzanotte…
EMILIA (piano a Garbini)
Ben trovata.
ORAZIO
Cosicchè non avremo il piacere di vederti partecipare ai nostri dilettevoli passatempi serali. Si giuoca alla fiera.
BALDASSARRE (guardando Livia)
E non dice nulla.
EMILIA
Veramente stassera ancor io… ho un po' di emicrania… e credo che non potrò…
LIVIA (da sè)
Ci è cascata.
BALDASSARRE (guardando Livia)
Io pure… oggi ho trovato il parroco qui del paese… il quale mi vuol mostrare un messale antico… e si è combinato che stassera… (E non parla).
LIVIA
Cosicchè, dottore, si rimane noi due.
BALDASSARRE (da sè)
Non viene.
LIVIA
E in verità, per un giuoco che si chiama la fiera, saremo pochini. Sapete che cosa farò? Dacchè tutti disertano, andrò a letto alle otto.
BALDASSARRE (da sè)
Ah! (piano a Garbini) Trionfo.
ORAZIO (da sè)
Qui c'è sotto qualche cosa.
CARLETTO (entrando)
È servito in tavola.
BALDASSARRE
Bravo! Ho una fame… Come sto bene!
EMILIA (piano a Garbini)
Però siete un imprudente.
GARBINI
Ah! pel Monte Rosa.
LIVIA (da sè osservandoli)
Non bisogna che si spieghino.
EMILIA (c. s.)
Affidarlo ad un cameriere. (Garbini non capisce).
LIVIA
Garbini, offritemi il vostro braccio.
GARBINI
Subito – grazie. (fra sè) Che diamine?
ORAZIO (da sè)
Ha chiamato lui!
BALDASSARRE
Dottore, date il braccio a mia moglie.
ORAZIO (eseguisce)
Perdoni… (s'avviano tutti).
BALDASSARRE (a Carletto)
Sei un bravo ragazzo: tieni! (gli dà una mancia).
CARLETTO
Grazie!
BALDASSARRE (avviandosi)
Sei un bravo ragazzo!
(Cala la tela)
ATTO SECONDO
(La stessa decorazione)
SCENA I
Garbini, Carletto e Steiger
GARBINI (entrando tutto fradicio di pioggia)
Ah! la buon'acqua! Carletto, del fuoco subito, una grossa fiammata, una fiammata enorme che bruci la casa. Ah! la buon'acqua. Ah! la buon'acqua!!
CARLETTO
Il signore non è salito al Monte Rosa?
GARBINI
No, no, non ci sono salito al Monte Rosa e non ci salirò mai, mai. Presto il fuoco, o divento un sorbetto! No, non ci sono salito al vostro Monte Rosa, al vostro maledetto, al vostro infernale Monte Rosa!
CARLETTO (che ha acceso il fuoco)
Ecco.
GARBINI
Ah! Ah! Ah! Dio ti ringrazio! Venite qui voi (a Steiger), fatevi asciugare.
STEIGER
Grazie (non si muove).
GARBINI
C'è posto per tutti due.
STEIGER
Non occorre.
GARBINI
Come non occorre? Se grondate come me…
STEIGER
Io la conosco l'acqua della montagna.
GARBINI
Oh! la conosco ancor io, e per bene (si guarda). Come farò a levarmi gli stivali! – Carletto…
CARLETTO
Mi comanda.
GARBINI
Dammi il mio alpenstok.
CARLETTO
Eccolo.
GARBINI
Questo è il simbolo dell'alpinismo, non è vero?
CARLETTO
Il simbolo?..
GARBINI
Sì, l'insegna, la divisa degli alpinisti.
CARLETTO
Ah! sissignore.
GARBINI
Bene, spezzalo in due.
CARLETTO
Ma…
GARBINI
Spezzalo in due col ginocchio, così… (fa il gesto).
CARLETTO
Se al signore non serve più…
GARBINI
Ne dubita! Ebbene?
CARLETTO
Ebbene, se volesse farmene un regalo…
GARBINI
Hai delle voglie…?
CARLETTO
Oh non signore! lo venderò a qualche turista.
GARBINI
Il mio bastone? Che abbia da essere complice di un'altra ascensione? Quanto lo venderesti?
CARLETTO
Una lira.
GARBINI
Tieni, sono due: rompilo.
CARLETTO
Grazie! (lo spezza). Così?
GARBINI
Sì, dammelo (mette i due pezzi sul fuoco). E così possa incenerirsi per sempre…
STEIGER
Se il signore desidera offrirmi un bicchiere di cognac…
GARBINI
Lo desidero, amico mio. – Carletto…
(Carletto cava da un armadio bottiglia e bicchierini)
GARBINI
E gli altri?
CARLETTO
Chi, gli altri?
GARBINI
Quei signori!
CARLETTO
Dormono.
GARBINI
Dormono! Hanno dormito, hanno riposato la notte intera, come prescrivono le leggi della natura! Che ore sono? (guarda). Le otto: ho camminato sei ore!
STEIGER (bevendo)
A quest'ora saremmo al secondo piano del ghiacciaio.
GARBINI
Ah sì?.. e poi negano la Provvidenza!
STEIGER
A mezza strada dal Lyskamm.
GARBINI
Che bella cosa non esserci!
CARLETTO
Il signore si è lasciato impaurire per un po' di piova.
GARBINI
Impaurire no… me l'ha tolta la paura. Amico mio! Quanto ho benedetta quell'acqua! alle prime goccie ho ordinato il front indietro. Si era appena arrivati sul ghiacciaio. Non ho il rimorso d'essermi bagnato un solo capello nell'andata… l'ho pigliata sì, ma nel ritorno.
STEIGER
Il signore non è del Club Alpino?
GARBINI
No, sarò il fondatore d'un club per la pianura.
STEIGER
È una cosa che segue tutti i giorni in montagna. È piovuto mezz'ora, e di nuovo il sole.
CARLETTO
Anche ieri sera un acquazzone.
GARBINI
L'ho sentito da stare in letto.
CARLETTO
Non tutti all'albergo possono dire altrettanto.
GARBINI
Cioè?
CARLETTO
Qualcheduno l'ha pigliata.
GARBINI
L'acqua di ieri sera? Chi?
CARLETTO
Una signora ed un signore.
GARBINI
Chi sono questi miei colleghi? Dimmelo, dimmelo.
CARLETTO
La signora non l'ho ravvisata; l'ho veduta stando in cucina che entrava correndo, e la si è chiusa in camera.
GARBINI
Diamine! E il signore è entrato con lei?
CARLETTO
Dieci minuti dopo; ma in uno stato…!
GARBINI
E l'hai ravvisato, lui?
CARLETTO
Il signor Baldassarre.
GARBINI
Davvero? A che ora?
CARLETTO
Alle otto e mezzo.
GARBINI
Diamine!
STEIGER
Il signore non comanda altro?
GARBINI
No, altro.
STEIGER
Il signore capisce che ho perduta la giornata. Ho ricusato due inglesi.
GARBINI
Mi muto d'abito, e poi torno ed accomoderemo.
STEIGER
Sissignore.
GARBINI
Tieni, Carletto; il vestito ce l'ho da cambiarmi, ma il cappello è uno solo; fallo seccare (glie lo dà).
CARLETTO
C'è un forno apposta, e in dieci minuti…
GARBINI
Bravo! – Ah! dacchè gli altri sono anche a letto, non dire nulla della mia spedizione.
CARLETTO
Che non abbiano a riderne.
GARBINI
Sei intelligente. Dirai che non mi sono svegliato in tempo.
CARLETTO
Stia tranquillo (Garbini entra in camera).
SCENA II
Steiger, Carletto, poi Baldassarre
STEIGER
Di che paese è quella marmotta?
CARLETTO
Chi lo sa?
STEIGER
Dev'essere uno spiantato.
CARLETTO
Perchè?
STEIGER
Perchè è un lusso da gran signore quello di rompersi la testa (per partire).
CARLETTO
Non ne avranno di bisogno. – Dove vai?
STEIGER
All'altro albergo a pescare inglesi.
CARLETTO
Quelli l'arrischiano la testa.
STEIGER
Come se non l'avessero. – Oh bada, vien gente.
CARLETTO
To' portami giù al forno il cappello del tuo alpinista; io devo badare qui.
STEIGER
Bene (via).
BALDASSARRE (entrando)
Carletto?
CARLETTO
Mi comandi.
BALDASSARRE
Dormono tutti ancora?
CARLETTO
Nessuno ha dato segno di vita.
BALDASSARRE (da sè)
Non vorrei che ne avesse sofferto.
CARLETTO
Il signore ha dormito bene?
BALDASSARRE
Benissimo.
CARLETTO
Buono, eh, il letto? (maliziosamente).
BALDASSARRE
Oh! perchè mi guardi così, e ridi?
CARLETTO
Io rido?
BALDASSARRE
Sì, tu, e mi secchi.
CARLETTO
Dopo l'umido di ieri sera…
BALDASSARRE
Di'?.. mi pare che hai dello spirito.
SCENA III
Livia e detti
BALDASSARRE
(appena la vede le si avvicina con galanteria)
Oh! ben levata?
LIVIA
E lei?
BALDASSARRE
Benissimo.
LIVIA
Ho fatto tardi, ma quel tempaccio…
BALDASSARRE
È vero.
CARLETTO (da sè)
Che fosse lei… la… (s'accosta).
BALDASSARRE
Che fai lì?
CARLETTO
Metto ordine.
BALDASSARRE
Va via.
CARLETTO
Ma…
BALDASSARRE
Levi tanta polvere.
CARLETTO
Se non spazzolo.
BALDASSARRE
Andiamo… quando dico…
CARLETTO
Sissignore. (uscendo, fra sè) Era lei. (via).
BALDASSARRE
Ha dormito bene?
LIVIA
Un sonno solo.
BALDASSARRE
Non le ha dato fastidio quell'umidaccio?
LIVIA
Oh le stanze sono riparate bene. – E lei? Come è stato contento della sua serata di ieri?
BALDASSARRE
Me lo domanda! Ho maledetto il tempo… ma…
LIVIA
Ha preso acqua?
BALDASSARRE
Oh molta!
LIVIA (da sè)
Chissà com'è andata? (forte) Diceva che ha maledetto il tempo, ma…
BALDASSARRE
Ma ho benedetto il genere umano!
LIVIA
Grazie per quel che me ne tocca. – Dunque in complesso?
BALDASSARRE
In complesso spero… che… il primo passo… chiami il secondo.
(Livia lo guarda sorpresa)
È sempre intenzionata di partire oggi?
LIVIA
No, domani o dopo.
BALDASSARRE
Grazie!
LIVIA
Ma…
BALDASSARRE
Ed io spero che… quanto era disposta a concedermi ieri… non vorrà negarmelo…
LIVIA
Oh! la stia tranquillo. Quanto era disposta a concederle ieri, non glielo negherò mai!
BALDASSARRE
Avevo una tal paura che ne avesse sofferto…!
LIVIA
Sofferto?..
SCENA IV
Garbini e detti
GARBINI
Buon giorno, signora Livia.
BALDASSARRE
Garbini! non sei partito!
GARBINI
Non mi hanno svegliato in tempo.
BALDASSARRE
L'avrei giurato.
LIVIA (fra sè)
Oh come è andata? (forte) E la signora Emilia?
BALDASSARRE
Si sta vestendo, credo. Non mi ha lasciato entrare in camera sua.
GARBINI
Le è passato il mal di testa?
BALDASSARRE
Credo di sì.
LIVIA
Vuol dire che si potrà fare la nostra solita passeggiata.
GARBINI
C'è un freddo…!
BALDASSARRE
Che ne sai tu?
GARBINI
Mi sono affacciato alla finestra vestendomi.
LIVIA
Bisognerà coprirsi per andar fuori?
GARBINI
Oh sì, molto.
LIVIA
Vado a mettermi il mantello.
BALDASSARRE
Vuole che…
LIVIA
No, faccio in un momento. (via).
